Infatti, circa l’80% della popolazione adulta gioca o ha giocato a un gioco d’azzardo almeno una volta nella vita. La prevalenza di giocatori patologici nella popolazione generale adulta in Italia (> =18 anni) varia dall’1% al 3%. Il nostro Paese è  il primo mercato al mondo nei Gratta e Vinci;a livello pro-capite abbiamo il triplo delle VLT degli Stati Uniti. Inoltre l’Italia, pur rappresentando solo l’1% della popolazione mondiale, detiene il 23% del mercato mondiale di gioco on line!Infatti, gli italiani spendono circa 1.200  € pro-capite l’anno per i giochi legali con vincita in denaro. Il 10% della popolazione gioca a 6 o più giochi; il 10% gioca più di tre volte alla settimana. L’universo dei giocatori è costituito da 30 milioni di persone e circa 2 milioni di queste sono a rischio dipendenza.

Si stima che i giocatori patologici siano 800.000, cioè il doppio del numero dei tossicodipendenti (393.000; Stime CNR, IPSAD e EURISPES). Inoltre, un ruolo chiave è assunto dalla pubblicità sempre più massiccia e invasiva che rende il gioco sempre più accattivante e ne minimizza i rischi, andando a far leva sui bisogni delle persone, soprattutto in questo periodo di crisi economica.

Tuttavia, giocare d’azzardo non è di per sé problematico e non costituisce in sé una dipendenza.

Infatti, i giochi d’azzardo sono giochi di Alea, ovvero legati al caso. Devono però essere presenti tre condizioni per definirli tali:

  • Lo scopo del gioco è l’ottenimento di un premio;
  • Per parteciparvi è necessario rischiare una somma di denaro;
  • La vincita è più dovuta al caso che all’abilità del giocatore.

Se dunque giocare d’azzardo è un fenomeno normale (la maggior parte di noi lo ha fatto almeno una volta), il GAP (perdita di controllo sul gioco) è certamente una patologia dalle conseguenze molto gravi.

Il gioco d’azzardo patologico (GAP) è un disturbo mentale comune (con stime di prevalenza maggiori di quelle del disturbo bipolare e della schizofrenia), associato ad un’importante comorbilità con:

– diminuzione dell’autostima,

– compresenza di disturbi da uso di sostanze,

– ansia e depressione,

– difficoltà finanziarie e legali, causa di stress sulle relazioni e sulle famiglie,

– rischio di suicidio.

Il gioco d’azzardo si definisce patologico quando interferisce in modo significativo con il funzionamento occupazionale, interpersonale e finanziario di base.

È un problema cronico (dura nel tempo), progressivo (tende a peggiorare con il tempo), è caratterizzato da tentativi falliti di controllo e interruzione, finendo per danneggiare l’individuo e la sua famiglia.

Si può sviluppare un problema di gioco con la maggior parte dei giochi presenti sul mercato, tuttavia vi sono alcuni tipi di gioco che possono rivelarsi più rischiose di altre: in primis le slot-machines, ma in generale, tutti quei giochi caratterizzati da alta velocità di gioco, sia riguardo alla durata della scommessa, sia rispetto alla facilità con cui è possibile tornare a scommettere.

Il bisogno di giocare solitamente accresce quando si sperimenta una fase di stress.

La dipendenza dal gioco d’azzardo è classificata tra quelle comportamentali, ossia non legate al consumo di sostanze psicoattive, che presenta però meccanismi del tutto simili a quelli riscontrabili nelle dipendenze da sostanze. Le principali caratteristiche di questa dipendenza sono: forte desiderio di giocare e difficoltà a controllarne l’ impulso; sintomi di astinenza quando non si può giocare; continuare a giocare nonostante le conseguenze negative e trascurare altre attività ed impegni; bisogno crescente di aumentare la somma giocata per mantenere elevata l’eccitazione che deriva dal rischio.

Molto spesso la famiglia o gli amici sanno che qualcosa non va bene, ma non si sa di preciso che cosa.

Chi gioca può riuscire per lungo tempo a nascondere i suoi problemi, o a mentire quando gli si chiede dove è stato o dove sia andato a finire il denaro. Ciò rende ancora più difficile individuare il problema.

Di seguito sono elencati alcuni segnali (relativi al denaro, emotivi, relativi agli orari, cambiamenti nella personalità) che indicano la probabilità della presenza di un problema di gioco. Più indicatori si individuano, più è probabile che, in effetti, ci sia un problema.

 1) Segnali relativi al denaro

  • Spariscono i soldi da casa o da conti bancari.
  • La persona in casa è irritata, riservata per quanto riguarda il denaro e nasconde l’estratto
  • Vengono chiesti prestiti ad amici, parenti, banche, agenzie finanziarie.
  • I pagamenti domestici vengono trascurati, i creditori si fanno sentire.
  • Vengono incassati o vengono sbloccati risparmi vincolati.
  • Spariscono oggetti di valore.
  • La persona inizia a svolgere un secondo lavoro ma i soldi ricavati non si vedono.
  • La persona è sempre a corto di denaro.
  • La persona si affanna per recuperare i soldi per giocare e per pagare i debiti.

2) Segnali emotivi

  • Si estranea da familiari e/o amici.
  • É ansioso o distratto o assente e ha difficoltà a prestare attenzione.
  • É irritabile, ha sbalzi d’umore improvvisi, ha scatti d’ira.
  • Quando è in casa è nervoso, annoiato, irrequieto.
  • É depresso e può manifestare intenzioni suicidarie.

3) Segnali relativi agli orari

  • É spesso in ritardo al lavoro o a scuola.
  • Ha cambiato gli orari dei suoi spostamenti, si assenta per lunghi periodi senza dare

4) Cambiamenti nella personalità

Il membro della famiglia:

  • Ha ridotto nel tempo i suoi interessi.
  • Pensa sempre al gioco.
  • Ha cambiato le sue abitudini del dormire, del mangiare, del comportamento sessuale.
  • Non mantiene gli impegni presi, inventa delle scuse.
  • Non si prende cura di sé.
  • Trascura le responsabilità personali, familiari, il lavoro, la scuola.
  • Usa alcol o altre sostanze più spesso.
  • Trascura il suo ruolo di genitore, coniuge, partner.
  • Non partecipa alla vita familiare.
  • Trascura o perde le vecchie amicizie e/o cambia il giro di amicizie.
  • Ha più problemi di salute e di stress (emicranie, disturbi gastro-intestinali).
  • Mente sul gioco.
  • Non desidera spendere soldi in nessun’altra cosa, eccetto al gioco.
  • Bara o ruba soldi per giocare o per pagare i debiti.
  • Ha conflitti con la famiglia e altre persone a causa del denaro.
  • Ha problemi legali dovuti al gioco.

Si parla quindi di una dipendenza subdola, dai segnali non sempre molto chiari da decifrare e ammettere anche per  il giocatore stesso, sebbene egli possa sentirsi in una situazione senza via d’uscita. Sicuramente i familiari e conoscenti possono assumere un ruolo chiave nel condividere le loro preoccupazioni con la persona cara ed eventualmente rivolgersi, per una consulenza o per ricevere aiuto, ai servizi territoriali che si occupano del problema del gioco d’azzardo patologico.

In ogni Regione d’Italia sono presenti i Ser.T (Servizio per le dipendenze patologiche) che ad oggi trattano questa problematica. Sul territorio di Parma da anni il DAI-SMDP è attivo nell’offrire percorsi di consulenza e trattamento (individuale e di gruppo) rivolti sia al giocatore che ai familiari, oltre a promuovere attività di prevenzione, sensibilizzazione e ricerca sul GAP.

Articolo di:  Dott.ssa Gilda Donato Dott.ssa Marcotriggiani Antonella

Ser.T DAI-SMDP di PARMA

Per maggiori informazioni segnaliamo di seguito recapiti e orari del Servizio:

Ser.T DAI-SMDP di PARMA Via dei Mercati 15/b Parma  Tel. 0521 393136 Aperto da Lunedì a Venerdì 8.30-14, Sabato 8.30-12; il pomeriggio su appuntamento.

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